Biografia
Felice Pattaroni nacque ad Ornavasso il 28 aprile 1907, ma visse a Gravellona Toce, ove morì il 2 luglio 1986.
Dopo aver trascorso la sua giovinezza all’alpe, a contatto con la dura e sacrificata vita di montagna, nel 1947 tentò la strada della fortuna, recandosi in Argentina, dove si mise in evidenza per il suo talento inventivo: si ricorda, a titolo di esempio di una sua ideazione, un tipo di trancia per guarnizioni e del ”remolino”, una bandierina mulinello da applicare ai veicoli, che tanto successo ha avuto in quegli anni in Argentina.
Dopo aver trascorso la sua giovinezza all’alpe, a contatto con la dura e sacrificata vita di montagna, nel 1947 tentò la strada della fortuna, recandosi in Argentina, dove si mise in evidenza per il suo talento inventivo: si ricorda, a titolo di esempio di una sua ideazione, un tipo di trancia per guarnizioni e del ”remolino”, una bandierina mulinello da applicare ai veicoli, che tanto successo ha avuto in quegli anni in Argentina.
Appassionato cultore autodidatta di antichità locali, fu ispirato dagli
scritti di Enrico Bianchetti (lo scopritore delle necropoli di
Ornavasso) e di Vincenzo De Vit (autore de La Provincia Romana
dell'Ossola ossia delle Alpi Atrezziane). Ritornato in Italia per motivi di salute, dal 1951 si dedicò alla ricerca dell'antico abitato che egli ipotizzava
esistere sul sito dell'attuale Gravellona Toce, ma per tre anni i suoi
sforzi non portarono ad alcun risultato. Finalmente, i primi
rinvenimenti (alcuni frammenti di ceramica sigillata) si verificarono il
1 maggio 1954, durante lo scavo di una buca per lo spegnimento della
calce nei pressi di una casa in costruzione a Pedemonte. Le campagne di
scavo successivamente intraprese dal Pattaroni si protrassero fino al
1959 riportando alla luce una vasta necropoli e parte di un
insediamento, sorto alle pendici del Monte Cerano nel I secolo a.C. e
abbandonato non prima dell'avanzato V secolo d.C.
Negli stessi anni effettuò ricerche anche al Motto, un'altura a sud di Gravellona, ove sorgono i resti di una un castello medievale. Attualmente la fortificazione del Motto è oggetto di nuove indagini archeologiche da parte della cattedra di Archeologia Cristiana e Medievale dell'Università degli Studi di Torino.
Infine, il Pattaroni non tralasciò la divulgazione delle scoperte archeologiche da lui effettate. Nel 1960 creò un Antiquarium dedicato all'insediamento e alla necropoli di Pedemonte. La sua ultima fatica fu una pubblicazione che illustrava i diversi ritrovamenti, data alle stampe nell'anno della sua morte.
Negli stessi anni effettuò ricerche anche al Motto, un'altura a sud di Gravellona, ove sorgono i resti di una un castello medievale. Attualmente la fortificazione del Motto è oggetto di nuove indagini archeologiche da parte della cattedra di Archeologia Cristiana e Medievale dell'Università degli Studi di Torino.
Infine, il Pattaroni non tralasciò la divulgazione delle scoperte archeologiche da lui effettate. Nel 1960 creò un Antiquarium dedicato all'insediamento e alla necropoli di Pedemonte. La sua ultima fatica fu una pubblicazione che illustrava i diversi ritrovamenti, data alle stampe nell'anno della sua morte.
Coltivò anche studi nel campo della radioestesia, conseguendone una certa notorietà nella zona.
A Gravellona Toce si è costituito ed opera in suo ricordo il “Gruppo archeologico-culturale Felice Pattaroni”
(Fonte https://www.verbanensia.org/biografie_details.php?bID=1435&tipo=1)